CAI

Club Alpino Italiano

Sezione di Belluno

"Francesco Terribile"

P.zza San Giovanni Bosco n. 11, 32100 Belluno
Tel. e Fax +39 0437 931655 E-mail info@caibelluno.it

Soccorso alpino

Prevenzione

Il C.N.S.A.S. detiene tra le proprie competenze e funzioni anche precisi obblighi di garantire l’informazione e la prevenzione degli incidenti e degli infortuni derivati dall’attività alpinistica, escursionistica, speleologica e di tutte le attività legate al tempo libero svolte in ambiente montano ed in genere in ambiente ostile ed impervio.

Le note sotto riportate, solo ad una prima lettura scontate (non comunque secondo le casistiche che puntualmente si registrano ogni anno), vogliono fornire alcuni elementi da tenere nella dovuta considerazione per quanti affrontano la montagna o praticano altre attività in ambiente ostile (volo libero, canyoning, torrentismo, mountain bike, caccia, pesca, ricerca funghi - lumache - erbe, ecc). Questa sezione, ancorché perfettibile, è un primo passo concreto per diffondere una moderna cultura della montagna basata, da una parte, sulla sicurezza e sulla prevenzione, dall’altra, su alcune procedure da adottare in caso di necessità.

Regole base per una maggiore informazione e sicurezza

  • Sicuri in montagna e in ambiente ostile:
    • Non sottovalutare in nessun modo i pericoli ed i rischi connessi allo svolgimento di qualsiasi attività legata alla montagna ed in genere all’ambiente;
    • Essere in buone condizioni psico-fisiche ed adeguatamente preparati tecnicamente ed allenati rispetto all’impegno richiesto;
    • Evitare di affrontare itinerari al di sopra delle proprie capacità tecniche, di preparazione fisica e psicologica. Riflettere, quindi, con serenità e severità sulla propria preparazione complessiva. Saper rinunciare non è una sconfitta ma un’onorevole ritirata;
    • Non andare mai da soli, farsi possibilmente accompagnare e/o consigliare da organizzazioni qualificate (Guide Alpine, C.A.I. e Stazioni C.N.S.A.S.);
    • Informarsi adeguatamente sulle caratteristiche e sulle difficoltà dell’itinerario e sulle più generali caratteristiche della zona, studiare preventivamente sulle apposite guide e carte topografiche ogni informazione utile sulla meta o percorso individuato;
    • Lasciare sempre detto con estrema precisione dove si è diretti e quale itinerario si intende percorrere, anche utilizzando in modo appropriato i libri dei rifugi e dei bivacchi;
    • Informarsi preventivamente sulle condizioni meteorologiche, richiedendo in particolare le previsioni meteo locali che risultano più precise ed attendibili.
  • Nebbia:
    • È presente in montagna ed anche nelle zone collinari in qualunque stagione. Può compromettere il senso di orientamento in qualsiasi circostanza e terreno. Ciò rende consigliabile conoscere perfettamente la zona del proprio itinerario e portare a seguito la cartina di riferimento relativa. In caso di disorientamento è sempre preferibile allertare i soccorsi, senza correre dei rischi inutili e pericolosi.
  • Vento e freddo:
    • Queste componenti sono potenzialmente sempre presenti sia a quote elevate sia a quote modeste e dipendono da fattori oggettivi (es. la temperatura e la forza del vento) e da fattori soggettivi (es. la stanchezza e/o affaticamento). Repentini abbassamenti di temperatura sono sempre possibili in ogni circostanza, a prescindere dal luogo e dalla meta prescelta. Il vento è un agente che aumenta in modo drastico la perdita di calore del corpo, condizione negativa che aumenta sensibilmente qualora gli indumenti risultino bagnati e/o molto aderenti e stretti al corpo, oppure vi sia la presenza di condizioni traumatiche.
  • Pioggia neve e grandine:
    • Questo tipo di precipitazioni possono sorprendere in modo inaspettato e importante qualsiasi persone in qualsiasi circostanza. Essere adeguatamente preparati psico-fisicamente e tecnicamente, oltre a indossare e calzare abbigliamento adatto, può spesso risultare fondamentale. In queste circostanze bisogna porre particolare attenzione ai sentieri e alle rocce che in genere diventano più scivolosi, alla possibile caduta di sassi e all’ingrossamento repentino di rii e torrenti.
  • Fulmine: È un fenomeno tipico dei temporali estivi, ma può manifestarsi anche in primavera ed in autunno, e costituisce un pericolo molto serio. In queste circostanze abbandonare immediatamente zone vicine ad alberi o spuntoni e/o guglie isolate, zone in prossimità di creste e cime, preferendo zone pianeggianti ed uniformi. Abbandonare attrezzatura ferrosa ed in genere metallica. In casi di ricovero in grotte ed anfratti si deve controllare che gli stessi non siano percorsi da percolature e rivoli d’acqua, poiché possono condurre scariche elettriche. Non rimanere in ogni caso appoggiati alle pareti o sdraiati per terra.
    • Portare calzature ed abbigliamento adeguato: evitare scarpe da ginnastica ed in genere scarpe a suola liscia; portare a seguito capi con buona termicità, giacca a vento, berretto, guanti ed un ricambio di biancheria;
    • Avere a seguito una pila frontale, alimentazione energetica (possibilmente cibi leggeri e facilmente assimilabili dall’organismo) e liquidi di scorta (preferibilmente acqua con eventuale aggiunta di integratori salini);
    • Avere a seguito un piccolo kit di pronto soccorso (cerotto disinfettante, garze e bende sterili, bende elastiche);
    • Avere a seguito un telo termico (telo di materiale plastico alluminizzato).

Modalità di allertamento S.U.E.M. 118 / C.N.S.A.S.

Per richiedere l’intervento del C.N.S.A.S. Bellunese in tutta la provincia di Belluno è obbligatorio comporre sempre ed esclusivamente il numero 118 del S.U.E.M. ed attenersi a quanto sotto richiamato.

  1. Disposizioni generali da attuarsi quando si chiama il 118:
    • Fornire precisi dati identificativi dell’infortunato/i (nome, cognome, residenza) e il numero telefonico dell’apparecchio da cui viene effettuata la chiamata;
    • Fornire il luogo dell’incidente o riferimenti visivi che possano renderlo facilmente identificabile (gruppo montuoso, versante, sentiero - via - ferrata, valle, canale - cengia - cresta - gola, ecc.);
    • Descrivere sommariamente l’incidente con precisazione dell’ora in cui è accaduto;
    • Precisare il numero degli infortunati e le loro condizioni rispetto al loro stato di coscienza/incoscienza, difficoltà respiratorie, emorragie in atto, ecc., lasciandosi intervistare dall’operatore;
    • Descrivere le condizioni meteorologiche del luogo e, in particolare, lo stato della visibilità;
    • Segnalare gli ostacoli presenti in zona con particolare riferimento ad elettrodotti e teleferiche, seggiovie e skilift, oltre ogni altro cavo sospeso che possa risultare di qualche impedimento e pericolo;
    • Comunicare la presenza in loco di altre persone che hanno assistito all’incidente e, più in particolare, se sono in grado di collaborare (Guide Alpine, Personale C.N.S.A.S., altri, ecc.);
    • Dare altre notizie o riferimenti utili che possono facilitare l’intervento (eventuali persone presenti, presenza di particolari ostacoli e/o difficoltà contingenti, ecc.).
  2. Interventi di ricerca per persona/e dispersa/e o non rientrata/e:
    • Notizie di cui al precedente punto;
    • Indicare la data e orario di partenza;
    • Descrivere le modalità dell’avvicinamento (es. auto: targa, modello, colore, aspetti caratteristici, ecc.);
    • Segnalare la meta ed itinerario scelto e/o probabile ed eventuali obiettivi prefissati (escursione, arrampicata, ecc.);
    • Comunicare il numero dei compagni di escursione o ascensione e loro capacità ed esperienza escursionistica o alpinistica;
    • Indicare il tipo di abbigliamento (particolare attenzione al colore) ed il materiale e i viveri portati a seguito;
    • Segnalare eventuali problemi psicofisici - famigliari - sociali - ecc.;
    • Comunicare segnalazioni già inoltrate ad altri Enti e/o organizzazioni (C.N.S.A.S. compreso);
    • Fornire ogni altra notizia utile in relazione al soggetto/i, al luogo e alle più generali condizioni ambientali.
  3. Interventi su valanga:
    • Notizie di cui al punto 1;
    • Comunicare il numero esatto o presunto delle persone travolte e il numero esatto o presunto delle persone sepolte;
    • Indicare la marca e il modello di apparato A.R.V.A. e/o altra tecnologia;
    • Segnalare la presenza di eventuali testimoni in grado di fare un’esatta anamnesi dell’accaduto: avvenuta effettuazione di ricerca vista-udito-A.R.V.A.; descrizione sommaria della valanga (dimensioni e caratteristiche) e punto del travolgimento e/o scomparsa (DX, SN, ALTO, BASSO, ecc.); oggetti già estratti e loro localizzazione come da punto precedente; altre notizie e particolari che possano facilitare l’intervento.